Accademia Pietro Vannucci ODV

Una comunità che impara a riconoscere gli stereotipi, prima che diventino violenza.

Sogni Liberi è il progetto dell'Accademia Pietro Vannucci che unisce un'inchiesta sul territorio, un podcast, incontri pubblici e il lavoro nelle scuole per contrastare gli stereotipi e le disuguaglianze di genere nel Trasimeno.

220
questionari raccolti sul territorio
4
Comuni del Trasimeno coinvolti
8
puntate del podcast Sogni Liberi
19.760
visualizzazioni dei contenuti online
Il progetto

Arte, ricerca e comunità contro le disuguaglianze di genere.

Sogni Liberi agisce nella prevenzione primaria: intervenire prima, sul terreno culturale in cui gli stereotipi si formano, si ripetono e diventano normali. Nasce nell'ambito del Bando NORA, dura dodici mesi e si svolge nell'Unione dei Comuni del Trasimeno, in Umbria.

Perché nasce

In Umbria i dati parlano chiaro. Tra luglio 2023 e giugno 2024 sono stati denunciati oltre 1.200 reati legati alla violenza di genere, con un aumento del 60% rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono raddoppiate rispetto al 2019. Nel 2023 in Umbria sono stati accertati due femminicidi: uno dei due nel comprensorio del Trasimeno.

Dietro questi numeri resta una parte sommersa, fatta di donne che non chiedono aiuto per paura, dipendenza economica o mancanza di una rete vicina. Sogni Liberi non sostituisce i servizi antiviolenza: lavora prima, sul linguaggio e sulla cultura, per rendere riconoscibile ciò che spesso resta senza nome.

Ascoltare il territorio

Un gruppo di lavoro fatto di associazioni, scuole e realtà culturali ha costruito insieme un'inchiesta su stereotipi, ruoli e accesso all'aiuto. Le domande non sono arrivate dall'esterno: sono nate dal confronto con chi questo territorio lo abita ogni giorno.

Dare le parole

Il podcast e la rubrica Semi di Cambiamento traducono in linguaggio quotidiano il consenso, il controllo economico, la mascolinità, la violenza assistita. Perché riconoscere un fenomeno comincia dal saperlo nominare, senza tono giudicante e senza spettacolarizzarlo.

Incontrarsi davvero

Caffè letterari, tavole rotonde, focus group, assemblee nelle scuole e una rassegna artistica e teatrale. Il confronto pubblico viene prima: il questionario arriva alla fine, come restituzione personale di ciò che è stato detto insieme.

A chi si rivolge

  • Donne che hanno subito o sono a rischio di violenza, raggiunte attraverso la rete di associazioni, sportelli e centri antiviolenza del territorio.
  • Giovani e adolescenti, coinvolti nelle scuole con laboratori, ascolto e partecipazione diretta alla produzione dei contenuti.
  • Famiglie e comunità educative, con incontri pubblici e percorsi formativi per leggere le dinamiche di genere.

Dove e con chi

I Comuni dell'Unione del Trasimeno coinvolti:

Città della PieveCastiglione del LagoPanicaleMagione

Il progetto è promosso dall'Accademia Pietro Vannucci, associazione culturale di Città della Pieve, in collaborazione con le amministrazioni locali, le scuole, le associazioni e le reti antiviolenza del territorio.

Risultati

Cosa abbiamo scoperto ascoltando il territorio.

Il percorso è a metà strada. L'inchiesta ha raccolto 220 questionari fra cittadine e cittadini di età e condizioni diverse, dalle studentesse delle superiori a chi lavora, insegna o è in pensione. Quello che emerge non è un elenco di numeri: è la fotografia di una comunità che riconosce il problema molto più di quanto sappia dove chiedere aiuto.

Cosa ci dice l'inchiesta

Quota di persone, su 220 risposte, per ciascuna affermazione. Le prime sei misurano il problema, le ultime due la conoscenza della rete di aiuto.

  1. Si sente poco o per niente informata sulla prevenzione della violenza79,5%
  2. Ha solo qualche idea, o nessuna, su a chi chiedere aiuto77,7%
  3. Sente spesso battute o commenti che sminuiscono le donne64,1%
  4. Percepisce idee ancora rigide su cosa "dovrebbero" fare donne e uomini62,3%
  5. Ha vissuto almeno una situazione di sessismo o molestia nell'ultimo anno60,0%
  6. Ha visto, o sospettato, situazioni di violenza o forte controllo su una donna51,4%
  7. Conosce il numero antiviolenza 1522, anche solo di nome54,1%
  8. Conosce i centri antiviolenza, anche solo di nome50,0%

Fonte: Sogni Liberi, report dell'indagine territoriale. Base: 220 questionari raccolti nel Trasimeno.

Cosa cambia dopo un incontro

Gli incontri pubblici e le assemblee non sono servite solo a raccogliere risposte. Chi ha partecipato racconta di uscirne con strumenti diversi per leggere quello che ha intorno.

95,0%
si dice più disponibile a partecipare, parlare e diffondere il tema
96,1%
dichiara di aver aumentato la conoscenza dei temi trattati
95,5%
riconosce meglio stereotipi e disuguaglianze nella vita quotidiana

Esiti positivi dichiarati da chi ha partecipato agli incontri sul territorio e nelle scuole.

La comunità online

La pagina Instagram del progetto non è una vetrina: accompagna il percorso, racconta gli incontri e invita a partecipare. Con la rubrica Semi di Cambiamento ogni contenuto nomina un fenomeno, lo spiega con esempi concreti e indica una risorsa o un gesto possibile.

Ragazzi e consensoViolenza economicaIronia sessistaMascolinità tossicaViolenza assistitaViolenza istituzionaleCentri antiviolenzaCase rifugioAvvocata antiviolenzaCosa puoi fare tu

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Il racconto

Le tappe di un percorso costruito insieme.

Sogni Liberi non è una campagna calata dall'alto. È una sequenza di passaggi in cui ogni fase ha preparato quella successiva, dalla formazione del gruppo di lavoro fino alla restituzione pubblica.

Perché nasce Sogni Liberi

Un progetto culturale che parte da un dato scomodo: in Umbria le denunce per violenza di genere crescono, ma la conoscenza della rete di aiuto resta bassa. Da qui la scelta di lavorare sulla prevenzione, non sull'emergenza.

Indagare il territorio

Prima di raccogliere risposte abbiamo imparato a fare le domande giuste. Un percorso di formazione ha preparato il gruppo di lavoro all'ascolto, definendo metodo, linguaggio e attenzione alle persone coinvolte.

La Task Force al lavoro

Associazioni, scuole, realtà culturali e cittadine e cittadini si sono seduti allo stesso tavolo per decidere cosa chiedere al territorio. Il questionario è nato da quel confronto, non da un modello preconfezionato.

Costruiamo insieme l'inchiesta

Anonimato garantito, linguaggio accessibile, domande pensate per non ferire chi risponde. L'inchiesta è stata progettata come uno strumento di ascolto prima ancora che di misurazione.

Sogni Liberi incontra il territorio

Caffè letterari, tavole rotonde e focus group nelle sale e negli spazi civici del Trasimeno. Ogni incontro ha avuto una platea diversa e ha portato esempi, dubbi e parole nuove dentro il progetto.

Sogni Liberi nelle scuole

Le assemblee con studentesse e studenti sono lo spazio in cui la prevenzione ha più senso. Si parla di relazioni, consenso e limiti prima che certi comportamenti diventino abitudini consolidate.

Semi di Cambiamento

La rubrica che dà un nome alle forme meno visibili della violenza: il controllo economico, l'ironia sessista, la violenza assistita, quella istituzionale. Un contenuto alla volta, salvabile e condivisibile.

Dal dato alla voce

Il podcast raccoglie competenze ed esperienze del territorio e trasforma i risultati dell'inchiesta in storie riconoscibili. Perché un numero si dimentica, una voce molto meno.

Cosa resta dopo il progetto

Un report a disposizione di Comuni, scuole e associazioni, materiali utilizzabili nei percorsi educativi e una rete di relazioni che continua a lavorare anche oltre la durata del finanziamento.

Rassegna stampa

Parlano di noi.

Articoli, interviste e servizi dedicati a Sogni Liberi sulle testate del territorio.

Podcast

Sogni Liberi Podcast.

Otto puntate per passare dalla ricerca alla voce: ospiti, esperienze e competenze del territorio raccontano stereotipi, relazioni e strumenti per riconoscere la violenza. Le puntate escono su YouTube e le trovi qui man mano che vengono pubblicate.

Contatti

Scrivici, partecipa, porta Sogni Liberi nella tua scuola o associazione.

Il progetto è aperto a cittadine e cittadini, docenti, associazioni e amministrazioni del Trasimeno. Se vuoi ospitare un incontro, proporre una voce per il podcast o ricevere il report dell'inchiesta, scrivici: rispondiamo a tutti.

Scrivici via email accademiavannucci@tiscali.it

Raccontaci chi sei e come vorresti partecipare. Ti rispondiamo dallo stesso indirizzo.

1522

Se hai bisogno di aiuto adesso

Il 1522 è il numero antiviolenza e stalking: gratuito, attivo 24 ore su 24, anche via chat dall'app 1522. In emergenza chiama il 112. Nel Trasimeno sono attivi i Centri Antiviolenza di Città della Pieve e di Magione.

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