Sogni Liberi non è una campagna calata dall'alto. È una sequenza di passaggi in cui ogni fase ha preparato quella successiva, dalla formazione del gruppo di lavoro fino alla restituzione pubblica.
Perché nasce Sogni Liberi
Un progetto culturale che parte da un dato scomodo: in Umbria le denunce per violenza di genere crescono, ma la conoscenza della rete di aiuto resta bassa. Da qui la scelta di lavorare sulla prevenzione, non sull'emergenza.
Indagare il territorio
Prima di raccogliere risposte abbiamo imparato a fare le domande giuste. Un percorso di formazione ha preparato il gruppo di lavoro all'ascolto, definendo metodo, linguaggio e attenzione alle persone coinvolte.
La Task Force al lavoro
Associazioni, scuole, realtà culturali e cittadine e cittadini si sono seduti allo stesso tavolo per decidere cosa chiedere al territorio. Il questionario è nato da quel confronto, non da un modello preconfezionato.
Costruiamo insieme l'inchiesta
Anonimato garantito, linguaggio accessibile, domande pensate per non ferire chi risponde. L'inchiesta è stata progettata come uno strumento di ascolto prima ancora che di misurazione.
Sogni Liberi incontra il territorio
Caffè letterari, tavole rotonde e focus group nelle sale e negli spazi civici del Trasimeno. Ogni incontro ha avuto una platea diversa e ha portato esempi, dubbi e parole nuove dentro il progetto.
Sogni Liberi nelle scuole
Le assemblee con studentesse e studenti sono lo spazio in cui la prevenzione ha più senso. Si parla di relazioni, consenso e limiti prima che certi comportamenti diventino abitudini consolidate.
Semi di Cambiamento
La rubrica che dà un nome alle forme meno visibili della violenza: il controllo economico, l'ironia sessista, la violenza assistita, quella istituzionale. Un contenuto alla volta, salvabile e condivisibile.
Dal dato alla voce
Il podcast raccoglie competenze ed esperienze del territorio e trasforma i risultati dell'inchiesta in storie riconoscibili. Perché un numero si dimentica, una voce molto meno.
Cosa resta dopo il progetto
Un report a disposizione di Comuni, scuole e associazioni, materiali utilizzabili nei percorsi educativi e una rete di relazioni che continua a lavorare anche oltre la durata del finanziamento.